Brühl e Münster

Buongiono,

Mi mancava scrivere sul blog, perciò vorrei parlarvi delle mie ultime escursioni.

Sono tornato a Bonn per rivedere la mia amica, che purtroppo a fine marzo tornerà in Italia.

Abbiamo vistato un parco e un giardino giapponese… c’erano tanti tedeschi a paseeggiare e questo mi ha dato la conferma che stare immersi nella natura per loro è proprio uno stile d vita (da seguire!).

II semester: between classes and excursions

Hi everyone,

I decided to keep you posted after not writing for a long time.

I should say first that I had a couple of technical problems with writing and uploading pictures because at the moment I don’t have a very efficient computer, so next time I will use my tablet so that I can write more easily.

At the same time as said technical problems, I decided to take a break because of my job and university. In regards to my job, I started working at a bakery in January as a cashier, both to use this experience as much as possible and to have more financial independence. In general I must say I am satisfied with it, especially because I had to spend a long time looking for a job before actually finding it.

As far as univeristy, aside from the standard exams that I normally take in Italy, I had to write a term-paper (in German Hausarbeit). It was hard enough: I had never written a 20 page paper, the topic was a bit diffcult (very theoretical, as it was about German linguistics) and my main difficulty was academic writing. I also had to make some changes before handing it in, so it took me around three weeks. After this experience I can say that we are not that used to academic writing in Italy and this, beside from writing in a foreign language, is a bit diffcult. This also leads to some problems for writing a thesis at the end of the university, for which students have never gotten concrete opportunities to practice.

I would also like to say a few words about classes that I started at the beginning of this month. I feel like I have a more complete idea of the German uni system, so I can clearly say more in regards to it. The good side is the way languages are taught, especially because there are a lot of speaking exercises; besides, Paderborn University offers a good variety of language courses. The same can be said about classes in general: a lot of importance is given to dialogue and the main focus is on encouraging students to develop a good critical sense. However, there are some aspects that I didn’t accept so easily, like the need of a registration for classes: this was a bit problematic for me, because I had to choose some classes which were more difficult or that didn’t follow my initial interests or ideas. Another aspect that doesn’t make me feel very enthusiastic is the way classes are organized: in Italy (even if we have a lot to study), after taking part to a class, you have a good knowledge of the topics, whereas here it’s different: the week before a class, students are asked to read some online documents, so as to already have knowledge of the topic. Even if on the one hand I can understand this (having some knowledge about a topic can be positive), on the other hand I don’t find it a suitable idea to take a class in which there is only a review or a general discussion. In other words, being autonomous is fine, but topics should be analyzed in a more detailed way. Despites the various pros and cons, my idea is to end my academic career and invest in a future job, because I feel like I have already done enough for university.

Now that I have spoken about university, a few words about Enschede, a city in the Netherlands. Luckily it is possible to travel there with the semester ticket, so there were no additional transportation costs. There we met an old friend of ours who we had origionally met in Paderborn (he was an exchange student). I decided to post the picture of the exit of the main station, where there are two big swings with this nice mix of colours. Then a funny advertisement about Italians in a shop window, followed by a picture taken while walking in the city, one of a park and one of the food that I tried, Chocomel, similar to chocolate milk, and Kanjers, delicious caramel waffles.

Another day I was in Externsteine, a very big rock climbing trail (not ideal for people with any fear of heights), whose historical importance stretches back to the Middle Ages. If you are curious or you want to visit it one day, I would highly recommend googling more about it for more info. Next I went on an excursion to Detmold with other students (where we walked a lot, almost like what is expressed in the German word wandern, that expresses not only a far walk, but a deep contact with nature), where I also suggest seeing the statue dedicated to the Imperor Arminius, chief of the German tribe who defeated the Romans during the fight at the Teutoburg forest.

At the end are two pictures of Lippstadt, a city near Paderborn that my friends and I decided to visit because it is not too far away, because we were actually a bit tired but we wanted to travel so it ended up being a good compromise. Aside from a local market and a nice ice-cream place, I found this Fachwerkhaus and the ruins of this Church very interesting.

Alright, that’s all for now. I hope to keep you posted soon and that I compensated my absence with an article longer than usual.

Raffaele

II semestre: tra lezioni e escursioni…

Buon pomeriggio,

Era da tanto che non scrivevo, per questo oggi ho deciso di aggiornarvi un po’.

Premetto di avere qualche difficoltà tecnica per scrivere e caricare foto, perché al momento non ho un pc molto efficiente, infatti la prossima volta che sono in viaggio cerco di utilizzare il mio tablet, in modo da poter lavorare con più facilità.

Allo stesso tempo mi sono preso una pausa per impegni a lavoro e con l’università. Per quanto riguarda il lavoro, infatti, da gennaio sto lavorando in un panificio come commesso, sia per cercare di sfruttare al massimo quest’esperienza, dato che siamo abbastanza vicini alla fine (ho un contratto Erasmus fino a fine luglio), sia per avere una maggiore indipendenza economica. Devo dire che, tutto sommato, sono soddisfatto dell’esperienza e anche grato di avere ricevuto questa possibilità, soprattutto dopo aver cercato molto di trovare un lavoro.

Per quanto riguarda l’università, invece, oltre agli esami standard a cui sono abituato in Italia, ho dovuto scrivere un saggio (in tedesco il cosiddetto Hausarbeit). E’ stato un lavoro abbastanza pesante: non avevo mai scritto un saggio di 20 pagine in tedesco, l’argomento era di pura toeria (di linguistica tedesca)  e la mia difficoltà principale e’ stata scrivere in modo accademico. Ho dovuto, inoltre, cambiare il lavoro più volte, fino a poterlo consegnare dopo circa tre settimane. Dopo questa esperienza posso dire che in Italia non siamo abituati molto alla scrittura accademica e questo, aggiunto ad un lavoro scritto in una lingua straniera, crea qualche difficoltà. Questo, a mio avviso,  crea anche problemi per la stesura della tesi, perché si passa dal sostenere esami per circa tre anni  a scrivere un lavoro accademico per il quale non ci sono mai state concrete possibilità di esercitarsi.

Chiusa la parentesi degli esami, ne apro una riguardante i corsi, che ho ripreso ad inizio mese. Ora sento di avere una visione più ampia del sistema universitario tedesco, quindi posso sicuramente dare una mia opinione più dettagliata. Il lato positivo, secondo me, è il modo in cui vengono insegnate le lingue, perché si punta molto sugli esercizi di speaking; inoltre, nell’università di Paderborn sono offerti tanti corsi di lingua. Lo stesso discorso vale per gli altri corsi: c’è molto dialogo e si punta molto a far sviluppare il senso critico degli studenti . Tuttavia, ci sono anche aspetti che ho accettato con difficoltà, come il dover prenotarsi a dei corsi: questo mi ha causato qualche problema, perché in alcuni casi ho dovuto seguire corsi di un livello molto alto o scegliere comunque un corso che non rispecchiava i miei reali interessi. Altro aspetto che non mi entusiasma è lo svolgimento delle lezioni. In Italia (per quanto il carico di studio sia alto) seguire un corso ti porta ad avere effettivamente una buona conoscenza degli argomenti, mentre qui è diverso: sostanzialmente una settimana prima di una lezione, gli studenti devono leggere dei documenti online, quasi per arrivare già preparati a lezione. Se da un lato capisco il motivo (sicuramente avere alcune conoscenze sull’argomento di cui si discute è un vantaggio), dall’altro mi sembra inadeguato andare a lezione per fare una ripetizione o una discussione molto generale. In altre parole, va bene l’autonomia, però gli argomenti dovrebbero essere analizzati in modo più dettagliato a lezione. Tra pro e contro, comunque, la  consapevolezza principale che ho è di voler chiudere con il mio percorso di studi e puntare sulla carriera, perché (almeno per come mi sento adesso e per i tanti sforzi fatti fino ad ora) sento di aver dato già abbastanza in università.

Chiusa la parentesi accademica, vi parlo un po’ di qualche posto carino che ho visitato. Iniziamo con Enschede, città in Olanda, raggiungibile con il ticket semestrale. Lì abbiamo anche rincontrato un ragazzo che ha trascorso il primo semestre a Padeborn. Ho deciso di postarvi la foto dell’uscita della stazione, dove ci sono due enormi altalene circondate da questo mix di colori. A seguire un ristorante italiano con questa simpatica vetrina, dove c’è scritto “Sono italiano, per questo non posso mantenere la calma… Capisci?”, una foto scattata mentre ho passaggiato in città, un parco e il cibo che ho provato, cioè il Chocomel, simile ad una cioccolata fredda, e i Kanjers, deliziosi Waffles al caramello.

Un altro giorno, invece, siamo stati ad Externsteine, un complesso di rocce molto alto (non è l’ideale per chi soffre di vertigini), la cui importanza storica si è affermata sin dal Medioevo. Se siete curiosi sulla storia o un giorno volete visitarlo, consiglio vivamente di cercare più informazioni. A seguire abbiamo fatto un’escursione a Detmold (abbiamo camminato davvero tanto, proprio nel rispetto dello spirito tedesco, che esprime nel verbo Wandern non solo un lungo cammino, ma un profondo contatto con la natura), dove consiglio di vedere questa statua dedicata all’imperatore Arminio, capo della tribù germanica che sconfisse i Romani durante la battaglia della foresta di Teutoburgo.

Infine due foto di Lippstadt, città vicina a Paderborn, che io e il gruppo di amici che mi hanno accompagnato abbiamo scelto proprio per la vicinanza: eravamo abbastanza stanchi, quindi abbiamo cercato di trovare un giusto compromesso. Oltre ad un mercato e ad un’ottima gelateria dove ci siamo fermati, ho trovato interessante questa struttura a graticcio, molto tipica (come accennato anche in un altro articolo) e le rovine di questa chiesa, che si trovano in un parco vicino ad un centro abitato.

Bene… per ora è tutto. Spero di aggiornarvi presto e di aver compensato, con un articolo più lungo del solito, la mia assenza.

Raffaele

 

 

Il mio viaggio in Francia

Ciao a tutti,

Oggi vorrei parlare del mio viaggio in Francia.

La premessa da fare è che non avrei pensato di fare un viaggio del genere da solo. Forse per qualcuno sembra semplice o comunque fattibile, se si è abituati a viaggiare. Tuttavia, per me è stata una nuova esperienza, sia perché nella mia famiglia non viaggiamo molto, sia perché nel mio paese (purtroppo) a stento possiamo spostarci con i pullman. Comunque, sono riuscito ad arrivare in Francia, consolato dal pensiero che al mio arrivo avrei trovato i miei amici, che mi hanno aiutato tanto, sia motivandomi, sia per trovare delle buone combinazioni (per giorni a disposizione e prezzi convenienti).

Il primo posto in cui sono stato è Le Mans, dove un mio amico francese ci ha ospitati. Devo dire che mi sono sentito a casa, sia per l’accoglienza, sia perché il paesaggio richiamava molto il mio paese (dato che vivo in campagna).

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Da lì siamo andati in giro nel dipartimento della Bretagna, precisamente in un posto che si chiama Le Croisic. Qui, dopo tanto, ho rivisto il mare ed è stata una delle emozioni più belle (eh sì… un po’ di nostalgia dei paesaggi italiani si sente). Ovviamente non poteva mancare, per un goloso come me, una fermata per mangiare un bel gelato!

La seconda tappa è stata Pornichet… Anche qui un’esperienza nuova: ci ha ospitato una ragazza in una casa con vista mare. Esperienza da rifare, sia perché avere una vista del genere è meraviglioso (soprattutto anche avere la possibilità di andare sempre al mare), ma anche per l’interessante modalità in cui siamo stati accolti. Si tratta del couch surfing, cioè tramite un’applicazione è possibile trovare persone disposte ad ospitare per alcuni giorni dei turisti.

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La terza tappa è stata la visita di uno stabilimento in cui viene prodotto il sale (in francese Marais salants) , nella zona che si chiama La Guérande. Da lì siamo andati in città, dove ne ho approfittato per comprare una bella baguette (un must in Francia).

Ultima tappa: Nantes. Abbiamo visitato il Castello dei duchi della Bretagna e in città ho fotografato questo elefante meccanico, vera e propria attrazione per molti turisti (anche se io personalmente non ci sono andato) che si godono la vista dall’alto.

Chiudendo con una parentesi gastronomica, una galette con uova e prosciutto (in foto) e una deliziosa crêpe.

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Che dire… Un bel viaggio, anche se all’inizio ero in fissa per Parigi. Tutt’ora vorrei visitarla, ma senz’altro ho trovato dei luoghi che comunque meritavano a priori una piccola visita. Ho anche avuto una buona impressione dei francesi e, soprattutto, mi ha fatto davvero tanto piacere parlare finalmente il francese sul posto (essendo la prima volta per me in Francia). La cultura stessa e lo stile di vita mi sono sembrati abbastanza simili all’Italia. Chissà, magari in future ci ritornerò per più tempo. Lo so, sono diviso tra più luoghi, ma sia per la multiculturalità che sto acquisendo e per il tipo di studi che sto concludendo sento di appartenere a più luoghi.

A presto,

Raffaele

My trip in France

Hello,

Today I would like to tell you about my trip in France.

To start off, I would have never thought I would be able to go there alone. Maybe to you it might seem easy or doable anyway, especially if you are used to travelling. However, it was a new experience for me, both because, in my family, we are not very used to travelling and because (unfortunately) we are barely used to having buses in my village. Despite these initial worries, I arrived in France, helped by the thought I would meet my friends there, who actually helped me a lot, both giving me motivation and finding  good travel combinations (for the days and the budget that I had).

The first place where I stayed was Le Mans, where we were hosted by one of my French friends. I must say, I felt right at home, both for the way I was welcomed and because the landscape was similar to my village (since I live in the countryside).

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From there we went to Bretagne, ending up in a place called Le Croisic. Here, after long time, I saw the beach again, which was a great feeling (yeah… I feel a bit nostalgic about Italian landscapes). Of course, since I definitely have a sweet tooth, I stopped to eat a nice ice-cream.

The second (and main) stop was in Pornichet… New experience there as well: we were hosted by a girl in a house with a nice view of the sea. It’s definitely an experience to have again, both for the nice view (and especially for the opportunity of going to the beach every day), and for the interesting way in which we were welcomed. We did the so called couch surfing, which consists in finding people through an app who want to have some guests in their house for a few days.

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While in Pornichet, we made several day trips to the surrounding cities. One such stop was where there is the production of salt, in a place called Les marais salants. From there, following lunch, we drove to the nearby city of La Guérande, where I also bought a nice baguette (a must in France) as well as a book from a local bookstore.

 

Last stop: Nantes. We visited the castle of the dukes of Bretagne, as well as a mechanical museum. Although I did not actually go inside, I took a picture of this mechanical elephant, from which visitors can enjoy the top-down view.

To conclude with a gastronomical parenthesis, a galette with eggs and ham (in the picture) and a delicious crêpe (not pictured here)

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What can I say? A nice trip, though in the beginning I was obsessed with Paris. Even now I would like to visit it, but I certainly visited some places which deserved to be visited. I also got a nice impression from the French people and, most of all, I loved speaking French in the place (as it was my first time in France). The culture itself and the lifestyle are very similar to Italy. Who knows… maybe one day I’ll come back there, possibly for a longer time. I know, I am split among different places, but for the multicultural environment in which I am and for what I am studying, I feel as though I belong to different places.

‘Til next time,

Raffaele

Brühl, Colonia e Münster

Buona sera,

era da un po’ che non scrivevo, ma ero impegnato con gli esami.

Comunque, scrivo per parlare degli ultimi posti che ho visitato e, siccome ho fatto solo un piccolo giro in ognuno, li ho raggruppati.

Per iniziare alcune foto di un parco e un giardino giapponese visitati a Bonn. E’ stato decisamente rilassante passeggiare in questi luoghi e ho anche notato quanto in Germania ci sia l’abitudine di passeggiare, soprattutto durante i fine settimana (e questo è indubbiamente uno stile di vita da seguire).

Poi a Brühl, non lontano da Bonn, ho visitato un palazzo chiamato Augustusburg, che oltre alla sua importanza culturale (si tratta di un sito UNESCO), offre la possibilità di godersi una bella passeggiata nel giardino nelle vicinanze, specialmente durante una giornata soleggiata (anche se in Germania sono più frequenti le giornate nuvolose o comunque in cui c’è vento).

Quasi pronto a rientrare a casa, una fermata a Colonia, dove ho provato questo delizioso dolce e poi sono andato al tipico ponte, lo Hohenzollern, in particolare in questa parte dove ci sono tanti lucchetti.

Un’altra escursione l’ho fatta a Münster. Di seguito le foto della piazza principale, di alcune chiese che ho visitato e del museo LWL.

Un posto interessante è l’Aasee, lago con un piccolo molo dove è possibile passeggiare o ascoltare il piacevole rumore dell’acqua. Mi sono anche fermato brevemente all’università per scattare una foto delle biciclette, testimonianza di quanto siano usate in Germania. Ultima fermata in due panifici diversi: in uno per fotografare questo pane a forma di cuore (uno dei tanti tipi offerti nei panifici tedeschi) e in un altro per provare un prodotto nuovo con zucchero e cannella, il Franzbrötchen, che mi era stato consigliato, ma non avevo trovato a Paderborn.

A presto,

Raffaele

Brühl/ Cologne/ Münster

Hello,

It has been a while I haven’t written, but I was busy enough with my exams.

Anyway, I would like to tell you about the last couple of places I visited. Since in each location I didn’t do a lot, I decided to put them together.

First of all, here are some pictures of a park and a Japanese garden that I visited in Bonn. It was very relaxing to walk in these places and I definitely noticed how much Germans, especially during weekends, like walking: it is a lifestyle that everyone should follow!

 

Then in Brühl, which is not far away from Bonn, I visited the Augustusburg Palace, which, aside from its cultural importance (it has been listed as UNESCO cultural World Heritage Site), offers visitors the opportunity of enjoying a walk in the nice garden near it, especially during sunny days (though in Germany it is often windy or cloudy).

Almost on the way back home, another stop in Cologne, where I tried this delicious cake and then I walked across the Hohenzollern bridge, sticking to the areas where people leave their padlocks.

Another small trip that I took was in Münster. Here are some pictures of the main square, of some churches that I visited and of the LWL Museum.

An interesting place where to take good pictures is the Aasee, a lake with this small pier where you can walk or sit to enjoy the sound of the water. Then I shortly stopped at the parking of the university and took a picture to show you how much Germans are used to riding their bicycles. On the way back a stop at a bakery to take a picture of this heart-shaped-bred (one of the different varieties offered by bakeries in Germany) and at another one to try this delicious cinnamon roll, Franzbrötchen, which had been recommended to me, but I hadn’t found it in Paderborn.

 

Till next time,

Raffaele