Riflessioni

Il fine settimana è l’unico momento in cui ho più tempo. Spesso ne approfitto per viaggiare, ma sono un po’ raffreddato, quindi ho preferito restare a casa e dedicarmi al blog.

Bene… stavo pensando che domani saranno esattamente tre mesi che sono in Germania, quindi volevo fare un resoconto delle mie emozioni.

Durante la giornata di orientamento organizzata da alcuni docenti della mia università, ricordo le parole di chi era in aula per condividere ciò che aveva segnato la propria esperienza. Quel giorno ho avuto la prova che sarebbe stata un’occasione unica: potevo percepire l’emozione di chi stava parlando e la nostalgia che resta dopo qualcosa che ci segna. Allo stesso tempo, però, non posso negare che avevo paura: stavo partendo da solo, per molti mesi e per un posto lontano rispetto allo studentato della mia università (che dista circa un’ora da casa mia). Complice lo stress dovuto alla preparazione dei vari documenti e dei miei esami, c’erano alcuni giorni in cui non ero così sicuro rispetto a quando mi ero candidato. Poi è arrivato il giorno della firma del contratto e mi sono detto: “Se sono stato scelto, se l’ho voluto tanto e se penso che rimpiangerei la scelta di non partire, devo farlo”.

Che dire… In tre mesi mi sento già cambiato. Mi sto sforzando ogni giorno per migliorarmi nella lingua, soprattutto per rompere il ghiaccio in situazioni in cui bisogna essere anche pronti ad improvvisare. Ma ciò che più mi ha sorpreso è stato l’impatto che l’Erasmus ha avuto dal punto di vista personale. Ho trovato una seconda famiglia: non mi sarei mai aspettato di poter stare in un gruppo multiculturale, di poter parlare anche di cose personali con chi mi capisce davvero e di aprirmi di più.

Sto imparando ad avere più fiducia in me stesso, ad accettare i miei difetti, ad affrontare le mie paure e a mettere più in risalto i miei punti di forza. Sto capendo che non si smette mai di imparare e che viaggiare ti arricchisce in modo inspiegabile. Sto avendo anche la conferma di avere fatto una scelta giusta per il mio percorso di studi, perché poter comunicare in varie lingue e riuscirsi ad integrare in una nuova cultura è una delle soddisfazioni più grandi (Indipendentemente da chi spesso mi ricorda che ci sono settori in cui è più facile lavorare. Beh… io ragiono più in base alle capacità che alla convenienza).

Non so ancora cosa mi ritroverò a fare in futuro e questo un po’ mi spaventa. Tuttavia, cerco di non dimenticare di godermi anche questi giorni, perché probabilmente non mi ricapiteranno occasioni simili. Non riesco neanche ad immaginare come sarà il mio ritorno a casa. Mi mancano la mia famiglia e i miei amici, quindi non vedo l’ora di rivedere tutti per le vacanze di Natale, però non so se e fino a che punto riuscirò a vivere con tranquillità il mio ritorno alla fine di questi mesi.

Allo stesso tempo spero che qualcosa possa ancora cambiare nel sistema italiano perché, purtroppo, confrontandomi con i miei coetanei, mi accorgo che per alcuni aspetti dobbiamo ancora migliorare. Già l’ho detto e non smetterò mai di dirlo: sono fiero delle mie origini, però fatico ad accettare i pochi investimenti nell’educazione (Erasmus compreso) e la poca attenzione verso dei segnali che spiegano il perché molti sono costretti a lasciare il nostro “Bel paese”.

Raffaele

 

 

Autore: raffaelechirico

Raffaele Chirico, 21 anni e studente di lingue e culture straniere. Appassionato di lettura, scrittura, nuoto e serie tv.

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